Lo smart working funziona solo se l’IT funziona
Lavorare da remoto è ormai parte della normalità, ma senza un’infrastruttura adeguata diventa una fonte continua di problemi: connessioni instabili, dati inaccessibili, rischi per la sicurezza. Xion IT Group aiuta le aziende e i loro dipendenti a gestire il lavoro da remoto fornendo software, infrastrutture tecnologiche e assistenza continua.
La sicurezza prima di tutto
La maggior parte dei servizi per il telelavoro risiede nel cloud: per questo la cloud security - l’insieme di strategie per mantenere al sicuro un ambiente cloud - è il cuore di ogni progetto di smart working ben fatto. La protezione deve coprire:
- i dati e la loro trasmissione sicura tra i dispositivi remoti e l’azienda;
- i software di virtualizzazione e le interfacce di programmazione;
- i sistemi operativi e i dispositivi degli utenti finali;
- i software di gestione delle attività aziendali.
L’obiettivo è prevenire il furto e la perdita di dati personali e aziendali, attraverso la protezione degli accessi e un’attività di backup costante.
Cosa facciamo concretamente
- Creazione di VPN aziendali per l’accesso remoto sicuro.
- Sistemi di condivisione dati cloud aziendali.
- Configurazione delle postazioni remote e dei terminal server.
- Migrazione dei dati dall’ufficio alla postazione di casa.
- Configurazione di macOS, OneDrive e Microsoft Office.
- Risoluzione dei problemi di connessione e assistenza sulla connettività internet.
Il vantaggio per la tua azienda
I tuoi collaboratori lavorano da qualsiasi luogo con gli stessi strumenti e la stessa sicurezza dell’ufficio; tu mantieni il controllo dei dati e la continuità operativa. E quando qualcosa non va, c’è sempre un tecnico Xion pronto a intervenire in teleassistenza.
Le trappole più comuni dello smart working improvvisato
Molte aziende hanno attivato il lavoro remoto in fretta — e cinque anni dopo lavorano ancora con le stesse soluzioni d’emergenza. I problemi che troviamo più spesso:
- Desktop remoto esposto su internet senza VPN: è la porta d’ingresso preferita del ransomware;
- PC personali usati per accedere ai dati aziendali, fuori da ogni controllo di sicurezza;
- Credenziali condivise tra colleghi “per fare prima”;
- File sparsi tra email, chiavette e account cloud personali — con buona pace del GDPR;
- Nessun backup di ciò che i collaboratori producono a casa.
Ognuno di questi punti ha una soluzione tecnica consolidata: il nostro lavoro è metterle in fila senza stravolgere le abitudini di chi lavora.
Un esempio concreto
Un’azienda di servizi con 18 collaboratori, metà dei quali in remoto 3 giorni a settimana: abbiamo sostituito il desktop remoto esposto con una VPN con autenticazione a più fattori, centralizzato i documenti su un cloud aziendale con permessi per reparto e attivato il backup automatico. Risultato: stessa flessibilità, rischio drasticamente ridotto — e l’ufficio ha smesso di fare da “help desk interno” improvvisato, perché l’assistenza ai remoti la facciamo noi.
La checklist del lavoro remoto sicuro
- Accessi remoti solo tramite VPN o portali pubblicati in modo sicuro;
- MFA su email, VPN e servizi cloud;
- Dispositivi gestiti — aziendali o almeno controllati, cifrati e aggiornati;
- Dati centralizzati con permessi e versioni, non copie locali sparse;
- Backup anche di ciò che nasce fuori sede;
- Persone formate — perché il phishing colpisce di più chi lavora da solo.
Se anche uno solo di questi punti manca nella tua azienda, parliamone: la verifica è gratuita.