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AI Act, GDPR e governance dell'AI

Usa l'intelligenza artificiale in azienda in modo sicuro, documentato e conforme, con policy, formazione e misure tecniche.

Normativa + tecnica insieme

L'AI governance non è solo un tema legale - servono misure tecniche, accessi, log e controlli sui fornitori. Noi copriamo entrambi i lati.

Regole proporzionate

Policy e procedure su misura della tua organizzazione - senza burocrazia inutile, ma con tutto ciò che serve a dimostrare la conformità.

Persone preparate

Formazione AI literacy per management e dipendenti - il requisito normativo che è anche la miglior difesa dai rischi.

L’AI in azienda ha bisogno di regole — le tue

Ogni organizzazione che usa strumenti di intelligenza artificiale deve sapere quali strumenti utilizza, quali dati tratta, quali rischi genera, quali fornitori coinvolge e quali responsabilità mantiene. Non è solo un obbligo normativo: è il modo per usare l’AI senza incidenti su dati personali, informazioni riservate e segreti aziendali.

Xion IT Group unisce competenze informatiche, di sicurezza e privacy per costruire un modello di AI governance pratico e proporzionato, integrato con GDPR, cybersecurity e gestione IT — perché in azienda queste tre cose vivono insieme.

Il nostro percorso

  1. Inventario dei sistemi AI già utilizzati: strumenti, integrazioni, reparti coinvolti, dati trattati e finalità;
  2. Classificazione dei rischi rispetto a persone, processi, dati, sicurezza e requisiti dell’AI Act;
  3. Policy aziendale AI — strumenti autorizzati, dati vietati, controllo umano, responsabilità, tracciabilità;
  4. GDPR e protezione dati nei sistemi AI — basi giuridiche, minimizzazione, ruoli, fornitori, DPIA e misure tecniche;
  5. Formazione AI literacy per dipendenti, responsabili e management, con taglio pratico;
  6. Controlli periodici e aggiornamento del sistema quando cambiano strumenti e norme.

Il pacchetto: Xion AI Governance & GDPR

Per le organizzazioni che già usano ChatGPT, Copilot, Gemini o automazioni interne senza regole definite: censimento degli strumenti, policy interna, regole su dati personali e riservati, formazione, verifica dei fornitori e raccomandazioni tecniche. Un intervento compatto che mette ordine — prima che lo faccia un incidente.

Lo strumento: GAPOFF

Per rendere la governance operativa e documentabile, Xion ha sviluppato GAPOFF (www.gapoff.it): la piattaforma di compliance operations che traccia adempimenti GDPR, AI Act, NIS2 e ISO 27001 in flussi di lavoro unificati. Policy, registri e scadenze escono dai fogli Excel ed entrano in un sistema verificabile.

Un vantaggio concreto

Chi si affida a Xion per l’AI governance ha già in casa le competenze per attuare le misure: sicurezza informatica, backup, gestione accessi e conformità GDPR sono nostri servizi quotidiani. La policy non resta sulla carta: viene implementata sui sistemi.

Le scadenze che riguardano già oggi le aziende

L’AI Act non è un tema per “il futuro”: è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e si applica per fasi. Alcuni obblighi sono già operativi — il divieto di determinate pratiche e, soprattutto, l’obbligo di alfabetizzazione all’AI (AI literacy) per chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale in azienda, in vigore dal febbraio 2025. Altre disposizioni, tra cui quelle sui modelli di uso generale e sui sistemi ad alto rischio, seguono un calendario che arriva fino al 2027. Il punto pratico è semplice: ignorare oggi il tema significa arrivare impreparati alle scadenze che contano — e nel frattempo usare strumenti AI senza regole espone comunque a rischi privacy e reputazionali.

Il caso più frequente: l’AI “ombra”

La situazione che troviamo più spesso non è l’assenza di AI, ma la sua presenza incontrollata. Collaboratori che usano ChatGPT, Copilot o altri strumenti gratuiti caricando documenti, email e dati dei clienti — con le migliori intenzioni, e senza che nessuno abbia definito cosa è consentito. È la cosiddetta shadow AI, e ogni giorno che passa aumenta l’esposizione. Il primo intervento di governance è sempre lo stesso: far emergere cosa si usa davvero, valutarne i rischi e sostituire l’uso selvaggio con strumenti approvati e regole chiare. Non per vietare l’AI — per renderla utilizzabile senza mettere a rischio l’azienda.

Governance proporzionata, non burocrazia

Un progetto di AI governance non deve trasformarsi in una montagna di documenti che nessuno leggerà. Il nostro approccio è proporzionato al rischio reale: per la maggior parte delle PMI e degli studi bastano un inventario degli strumenti, una policy d’uso chiara e sintetica, la formazione del personale e alcune misure tecniche (accessi, log, controllo dei fornitori). L’obiettivo non è “essere conformi sulla carta”, ma poter usare l’AI ogni giorno con la certezza di avere il controllo su dati, responsabilità e fornitori.

Domande frequenti

Perché AI e GDPR devono essere gestiti insieme?

Perché la maggior parte degli strumenti AI tratta dati, documenti, comunicazioni o informazioni personali. Prima di usarli in azienda vanno valutati finalità, basi giuridiche, sicurezza, fornitori, accessi e conservazione - esattamente le domande a cui risponde un progetto di AI governance.

L'AI Act riguarda anche le PMI?

Sì, può riguardarle a seconda del ruolo e del tipo di sistema AI utilizzato. L'AI Act europeo è in vigore dal 1° agosto 2024 con applicazione progressiva - obblighi come l'alfabetizzazione AI e il divieto di alcune pratiche si applicano già dal febbraio 2025. Anche quando il rischio è basso, restano fondamentali trasparenza, formazione e controllo dei fornitori.

Serve una policy aziendale per usare l'AI?

Sì, è fortemente consigliata. Una policy definisce strumenti autorizzati, dati utilizzabili, comportamenti vietati, responsabilità, controlli e formazione - ed evita l'uso incontrollato di dati personali o riservati su strumenti non verificati.

Possiamo usare ChatGPT o Copilot con i dati dei clienti?

Solo dopo aver definito regole chiare - quali dati si possono inserire, quale fornitore li tratta, con quali impostazioni, chi ha accesso e con quali limiti. È il primo esercizio che facciamo insieme nel check-up.

Cos'è una DPIA e quando serve per l'AI?

La DPIA è la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, necessaria quando un trattamento può presentare rischi elevati per i diritti delle persone - come accade con molti sistemi AI che analizzano dati personali, profilano o supportano decisioni.

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